Andiamo al nido?

Il giorno prima del grande giorno

Anche per Federica e Lorenzo è arrivato il fatidico giorno dell’inserimento del loro piccolo Simone al nido. Inizialmente nell’affrontare questo emozionante passaggio non si trovano molto in sintonia, ma ben presto riusciranno a tornare sulla giusta frequenza…

nido insieme

Parola all’esperto: 

Laura Roncoroni

La psicologa Laura Roncoroni, responsabile dei consultori ASST Niguarda, ci racconta il momento in cui la madre ritornerà al lavoro e il bambino farà il suo incontro con il mondo esterno attraverso l’ingresso al nido. Si tratta di una svolta importante nella vita di mamme papà e dei loro figli. Molti genitori si chiedono: come affronteremo questo delicato passaggio? Nel video la psicologa spiega ai genitori la necessità di essere un po’ più tolleranti verso le loro emozioni turbolente in modo che possa prevalere la fiducia in sé stessi e nella relazione con il proprio bambino.

Approfondiamo

Situazione tipica

“Voglio rientrare al lavoro e vorrei trovare una struttura che mi aiuti e supporti nel crescere mio figlio nel modo migliore. Come la scelgo? Non sarà troppo piccolo?”
L’ingresso all’asilo nido del proprio figlio è quasi sempre una scelta forzata da esigenze organizzative; ne consegue, per molti genitori, il timore di dover lasciare il bambino così piccolo al di fuori dal proprio ambiente familiare. Le strutture italiane sono più che adeguate negli spazi e nella preparazione del personale, che saprà sicuramente accompagnare i genitori a questo primo distacco.

Quando lascio mio figlio piange sempre, starà bene? Quando torno a prendere mio figlio, lui non vuole mai lasciare i giochi e le educatrici. Ho paura che si trovi meglio qui che a casa
I momenti di distacco e di riavvicinamento sono difficili per bambini così piccoli che sanno mettere in mostra la loro emotività attraverso lo strumento del pianto. Nonostante quello che temono i genitori, questo fenomeno è indice di un buon livello di attaccamento e di relazione con i propri adulti di riferimento.

“Quando parlo con colleghi e amici della scelta di mandare mio figlio al nido, ho paura che mi giudichino e che pensino che non gli voglio bene abbastanza”
Decidere di iscrivere il proprio bambino/a in un asilo nido è una scelta consapevole che viene presa a livello familiare da mamma e papà e contribuisce al mantenimento del benessere e della serenità familiare. Non c’è niente di cui doversi giustificare; in caso di dubbi sul benessere del proprio bambino, confrontati con le educatrici della struttura.

Descrizione del fenomeno

L’inserimento al nido è un momento delicato e ricco di significato.

Da un punto di vista psicologico, è il primo vero distacco tra genitori e figlio: si tratta di un passaggio evolutivo nella vita di entrambi. Questa separazione, per quanto necessaria, non è naturale e libera da difficoltà emotive e psicologiche, sia per i bambini che per i genitori, se però è presa in modo consapevole può trasformarsi in un’ottima occasione di crescita e di costruzione di una rete sociale allargata anche ad altre famiglie con bambini.

Accanto alle difficoltà di separazione poi, vi sono anche quelle logistiche, legate alla riorganizzazione della routine familiare e alla gestione del figlio, ma le strutture presenti sul territorio sono spesso disponibili a venire incontro alle esigenze delle famiglie.

Cosa possono fare i genitori per prevenire

Fissare un incontro preliminare con gli insegnanti per conoscere personalmente la struttura e la proposta

È bene concordare un periodo di inserimento che aiuti la famiglia a entrare in confidenza con la nuova realtà dell’asilo nido.

Preparare il figlio raccontandogli della nuova esperienza che lo attende, che andrà al nido a giocare con altri bambini e, qualora l’età lo permetta, sfogliare insieme un libro che racconta la giornata al nido.

Adattare la sua routine (sveglia, merenda, sonnellino) agli orari del nido già qualche tempo prima che inizi.

Non far coincidere l’inserimento al nido con altri importanti cambiamenti (come l’introduzione del vasino, lasciare il ciuccio, cambiare casa, ecc…); troppi eventi importanti e carichi emotivamente possono appesantire il piccolo e richiedere attenzioni e vicinanza da parte dei genitori in dosi massicce.

se l’inserimento dovesse iniziare subito dopo le vacanze, permettere al bambino di riprendere contatto con la propria casa e i ritmi giornalieri consueti.

nei giorni precedenti percorrere la distanza tra casa e nido soffermandosi in punti di interesse per il piccolo, in modo che la memorizzi e la riconosca come esperienza nota e condivisa con la mamma e il papà quando inizierà a frequentare il nido.

A chi chiedere aiuto in caso di necessità

Chiedere il supporto delle altre figure educative (insegnanti, baby-sitter, nonni…) e delle istituzioni pedagogiche come la scuola;Supportarsi con altri genitori.
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